I dilemmi di un territorio


Non bisognerebbe avere pregiudizi quando si parla di infrastrutture, ma piuttosto procedere con un’analisi puntuale dei problemi che possono emergere. E’ evidente che i risultati finali della creazione di un tunnel tra Palau e La Maddalena porterebbero notevoli benefici dal punto di vista dell’accessibilità dell’isola, ma quali sarebbero i vantaggi concreti dal punto di vista della vivibilità? Oltre a rispondere a questa domanda occorrerebbe poi porsi una serie di ulteriori domande: le infrastrutture di La Maddalena (strade, parcheggi, etc.) sono idonee a sopportare un carico estivo ancora maggiore di quello attuale? E le persone che vivono a La Maddalena, quali benefici otterrebbero, al di là di un auspicabile tempo di percorrenza tra La Maddalena e la costa ridottissimo? E ancora, quali garanzie ci sono per i residenti (ma anche per i turisti) riguardo al costo del pedaggio? Il progetto può essere realizzato senza prima coinvolgere direttamente i Sindaci dei Comuni interessati o l’Ente Parco?
Queste considerazioni - anzi, veri e propri interrogativi - prescindono, come nell’articolo “Solo come un tunnel” di Giancarlo Tusceri, da considerazioni sull’impatto ambientale di una simile opera. A tale proposito è sufficiente fare solo una considerazione: cosa ne pensano palaesi riguardo ad una infrastruttura che potrebbe incidere sul paesaggio nei pressi della spiaggia della Sciumara?
Gli interrogativi sono molti e il progetto è ancora in attesa di essere sottoposto, nei suoi dettagli, al vaglio del Ministro Di Pietro. Nel frattempo il Sindaco Comiti si schiera decisamente contro il tunnel. Sarebbero altri gli investimenti da fare per migliorare le infrastrutture dell’Arcipelago. E forse ha proprio ragione.
Il Presidente dell’Ente Parco Giuseppe Bonanno non prende una posizione contraria a priori all’idea del tunnel, ma preferisce, come il Sindaco, focalizzare l’attenzione su altri problemi. “C’è bisogno di ottimizzare e dare risalto alla potenzialità inespresse di La Maddalena, ad esempio valorizzando ancor di più il centro storico, recuperando le strutture abbandonate e fatiscenti”.
E per quanto riguarda i problemi che potrebbero emergere in termini di viabilità in seguito alla realizzazione del tunnel, problemi causati da un eventuale maggiore afflusso di auto nel periodo estivo, ritiene che già adesso la situazione sia al limite del sostenibile: “La sfida più interessante dovrebbe essere quella di rendere La Maddalena più vivibile nel periodo estivo; questo andrebbe a beneficio sia del turista, per il quale traffico, code, difficoltà nel trovare un parcheggio, costituiscono elementi che finiscono per dequalificare una vacanza, sia per il residente, che può vedere il proprio territorio preso d’assalto, come avviene nel mese di agosto”.
Il Presidente dell’Ente Parco sostiene che un potenziamento della continuità territoriale, di cui dovrebbe farsi garante la Regione Sardegna, potrebbe portare numerosi benefici, così come lo spostamento del porto commerciale in un’altra area; al suo posto un nuovo porto turistico potrebbe valorizzare il centro storico, perché il turista arriverebbe proprio nel cuore di La Maddalena.
In sintesi, quindi, per La Maddalena solo una revisione complessiva dell’attuale sistema della viabilità e dell’organizzazione dei servizi potrebbe risolvere le problematiche connesse alla fruizione del territorio; ma per far ciò, ci sarebbe bisogno di rimboccarsi le maniche e iniziare a programmare il futuro con precisione e compartecipazione alle scelte da parte degli interessati, nonché con una maggiore volontà di cooperare da parte delle istituzioni che operano sul territorio. Il futuro, in questo periodo, appare un poco più roseo di qualche mese fa, e da parte del Comune sembrerebbe esserci una maggiore volontà di collaborare.