Mer, 12/12/2007 - 07:13 — enrico
Non bisognerebbe avere pregiudizi quando si parla di
infrastrutture, ma piuttosto procedere con un’analisi
puntuale dei problemi che possono emergere. E’ evidente
che i risultati finali della creazione di un tunnel
tra Palau e La Maddalena porterebbero notevoli benefici
dal punto di vista dell’accessibilità dell’isola, ma
quali sarebbero i vantaggi concreti dal punto di vista
della vivibilità? Oltre a rispondere a questa domanda
occorrerebbe poi porsi una serie di ulteriori domande:
le infrastrutture di La Maddalena (strade, parcheggi,
etc.) sono idonee a sopportare un carico estivo ancora
maggiore di quello attuale? E le persone che vivono a
La Maddalena, quali benefici otterrebbero, al di là di
un auspicabile tempo di percorrenza tra La Maddalena
e la costa ridottissimo? E ancora, quali garanzie ci
sono per i residenti (ma anche per i turisti) riguardo al
costo del pedaggio? Il progetto può essere realizzato
senza prima coinvolgere direttamente i Sindaci dei Comuni
interessati o l’Ente Parco?
Queste considerazioni - anzi, veri e propri interrogativi
- prescindono, come nell’articolo “Solo come un tunnel”
di Giancarlo Tusceri, da considerazioni sull’impatto
ambientale di una simile opera. A tale proposito
è sufficiente fare solo una considerazione: cosa ne pensano
palaesi riguardo ad una infrastruttura che potrebbe
incidere sul paesaggio nei pressi della spiaggia
della Sciumara?
Gli interrogativi sono molti e il progetto è ancora in
attesa di essere sottoposto, nei suoi dettagli, al vaglio
del Ministro Di Pietro. Nel frattempo il Sindaco Comiti
si schiera decisamente contro il tunnel. Sarebbero altri
gli investimenti da fare per migliorare le infrastrutture
dell’Arcipelago. E forse ha proprio ragione.
Il Presidente dell’Ente Parco Giuseppe Bonanno non
prende una posizione contraria a priori all’idea del tunnel,
ma preferisce, come il Sindaco, focalizzare l’attenzione
su altri problemi. “C’è bisogno di ottimizzare e
dare risalto alla potenzialità inespresse di La Maddalena,
ad esempio valorizzando ancor di più il centro storico,
recuperando le strutture abbandonate e fatiscenti”.
E per quanto riguarda i problemi che potrebbero
emergere in termini di viabilità in seguito alla realizzazione
del tunnel, problemi causati da un eventuale
maggiore afflusso di auto nel periodo estivo, ritiene
che già adesso la situazione sia al limite del sostenibile:
“La sfida più interessante dovrebbe essere quella di
rendere La Maddalena più vivibile nel periodo estivo;
questo andrebbe a beneficio sia del turista, per il quale
traffico, code, difficoltà nel trovare un parcheggio,
costituiscono elementi che finiscono per dequalificare
una vacanza, sia per il residente, che può vedere il proprio
territorio preso d’assalto, come avviene nel mese
di agosto”.
Il Presidente dell’Ente Parco sostiene che un potenziamento
della continuità territoriale, di cui dovrebbe
farsi garante la Regione Sardegna, potrebbe portare
numerosi benefici, così come lo spostamento del porto
commerciale in un’altra area; al suo posto un nuovo
porto turistico potrebbe valorizzare il centro storico,
perché il turista arriverebbe proprio nel cuore di La
Maddalena.
In sintesi, quindi, per La Maddalena solo una revisione
complessiva dell’attuale sistema della viabilità
e dell’organizzazione dei servizi potrebbe risolvere le
problematiche connesse alla fruizione del territorio;
ma per far ciò, ci sarebbe bisogno di rimboccarsi le maniche
e iniziare a programmare il futuro con precisione
e compartecipazione alle scelte da parte degli interessati,
nonché con una maggiore volontà di cooperare
da parte delle istituzioni che operano sul territorio. Il
futuro, in questo periodo, appare un poco più roseo di
qualche mese fa, e da parte del Comune sembrerebbe
esserci una maggiore volontà di collaborare.