Mer, 05/09/2007 - 00:28 — enrico
Le proposte contenute nella precedente lettera costituiscono indubbiamente un ottimo punto di partenza per la riflessione su possibili ripensamenti delle regole di funzionamento e dei meccanismi di nomina degli organi dell’Ente Parco.
Occorre, comunque, un chiarimento di fondo: qualunque modifica a leggi nazionali comporta un consenso generale da parte degli enti coinvolti e, soprattutto, una forte volontà da parte degli stessi di collaborare.
Tale aspetto è sottolineato in modo molto chiaro anche nella lettera: è quindi necessario che l’amministrazione comunale abbia il coraggio di fare proposte credibili di modifica della legge istitutiva del Parco, e che queste siano condivise e sostenute anche dagli stessi rappresentanti dell’Ente Parco.
Parrebbe evidente a qualunque persona dotata di buon senso che molte posizioni da parte dell’amministrazione sono e sono state meramente strumentali, e non certamente dettate dall’interesse della collettività. Non si riuscirebbe infatti a trovare alcuna altra valida giustificazione al repentino mutamento di attitudine, tra maggio e giugno, da parte dell’amministrazione comunale nei confronti dell’Ente Parco.
Per quanto riguarda la Comunità del Parco, occorre sottolineare che gli atti emanati nell’esercizio delle sue funzioni, così come sono definite dalla legge nazionale sulle aree protette, non sono di carattere vincolante, sebbene tale organo abbia un’importante funzione consultiva e propositiva, più che politica: è una sorta di assemblea costituita dai rappresentanti delle comunità locali, delle province e delle regioni. In un Parco costituito da un unico comune, ovviamente in essa è presente un unico rappresentante. Questo è stabilito dalla legge e, per consentire una deroga ad essa, è necessario che vi sia un atto normativo avente lo stesso valore dal punto di vista giuridico.
E allora torniamo al punto di partenza: l’Ente Parco non può essere cancellato senza alcuna giustificazione, ma indubbiamente potrebbe trarre giovamento dalla predisposizione di proposte concrete e credibili che possano essere poi presentate alle istituzioni statali e regionali di riferimento; ma questo non è ancora avvenuto.